MENDICANTI DI SPERANZA, fonte di vita nuova
Ecco, essi vanno dicendo: “Le nostre ossa sono inaridite,
la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti”.
Perciò profetizza e annuncia loro: “Così dice il Signore Dio:
(…) Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete”.
Ez 37,11-12.14
Non obbedire a chi ti dice di
rinunziare all’impossibile!
L’impossibile solo rende possibile la vita dell’uomo.
Margherita Guidacci
L’inizio di quest’anno di Formazione Permanente si colloca tra due avvenimenti significativi: anzitutto il Capitolo Generale, celebrato nel mese di luglio, le cui riflessioni, raccolte negli Atti, non intendono essere solo lettura del presente, ma apertura al futuro e incoraggiamento a rimettersi in cammino. Esse costituiranno una base importante della nostra Formazione. Il secondo avvenimento è il Giubileo della chiesa universale, che verrà inaugurato a fine dicembre e ha come motto “Pellegrini di speranza”.
Proprio la speranza abbiamo voluto fosse anche il tema-guida della Formazione di quest’anno. Potremo vivere così il nostro itinerario di studio come una forma di partecipazione spirituale al grande pellegrinaggio giubilare della chiesa ma anche a quel più ampio pellegrinare che è la vita delle donne e degli uomini del nostro tempo.
Sperare, infatti, appartiene a tutti, è ingrediente fondamentale della vita, è l’energia che ci permette di alzarci e ripartire ogni mattina. Non si può vivere senza la prospettiva di un futuro buono che dia senso all’oggi. Scrive Giovanni Vannucci:
Il tempo vitale, il tempo vissuto,
non parte dal passato verso il presente
ma parte dal futuro verso il presente.
Il seme che cresce nei nostri campi
perché sviluppa ora le sue radici?
Perché c’è il tempo vivente
Che lo chiama dal futuro,
e il grano che cresce
“sogna” la figura, la spiga,
che un giorno riuscirà a raggiungere
nella sua maturazione.
Il presente è una risposta
nella vita concreta, nel reale,
agli appelli che ci vengono dal futuro.
Il presente come risposta agli appelli che ci vengono dal futuro: è bello ripensare in questo modo alla vita in genere e, in particolare, alla nostra vita religiosa, che più di ogni altra è incomprensibile se non in relazione a quel Regno di Dio, alternativo a tante logiche del mondo, verso la cui pienezza tutti siamo incamminati. Il presente di ogni vita è profondamente segnato dal futuro atteso. Pensiamo ad Abramo, messo in movimento dalla promessa di una discendenza innumerevole. Pensiamo all’esodo del popolo ebraico e alla speranza della terra promessa. Ma anche alla chiamata di Gesù, a quel “vi farò pescatori di uomini” che origina nei discepoli un dinamismo (spirituale ancor prima che fisico), suscitando in loro un desiderio, un’attesa, una speranza di salvezza per tutti.
E noi, dove troviamo oggi ragioni per sperare? L’icona per eccellenza della speranza è la gestante, la “donna in attesa”, abitata già dal suo futuro e per questo capace di generare vita. Quando siamo entrate in convento, abbiamo rinunciato ad essere madri ma non certo “donne in attesa”, feconde proprio in virtù della speranza che ci abitava e che ci ha permesso di offrire con creatività, nel nostro piccolo angolo di mondo, un contributo appassionato alla sua trasformazione. La formazione permanente ci aiuti a metterci in ascolto attento delle attese nostre e del mondo intero, perché queste ci indichino le strade per continuare ad essere donne di speranza, generatrici, per noi e per altri, di vita nuova, indipendentemente dall’età e da ciò che possiamo o non possiamo più fare. Dopo tutto, nella Bibbia, spesso sono proprio le donne anziane, come Sara ed Elisabetta, a generare.
Viviamo giorni per tanti versi bui, drammatici, in un contesto mondiale che non cessa di alimentare conflitti, paure, tensioni e diffidenza. Sembra difficile sperare. Ma la speranza è appunto virtù dei tempi difficili, ora più che mai preziosa e necessaria. Per questo il mondo ne è assetato. E noi con il mondo. Gli scenari che abbiamo di fronte, quelli della realtà globale come quello delle nostre piccole comunità spesso stanche e fragili, ci possono richiamare alla mente la visione delle ossa inaridite del libro di Ezechiele, di fronte alle quali sorge la domanda: “Potranno queste ossa rivivere?” (Ez 37,3). Dio non ci lascia senza risposta: “Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete” (Ez 37,5).
La nostra speranza trova qui il suo fondamento: nello Spirito, frutto della Pasqua, capace di rianimare vite spente, aprire tombe sigillate, attraversare muri e spalancare porte, risanare relazioni ferite, avviare processi e cammini impensati, vincendo paure e ridonando fiducia. Lo Spirito è la fonte inesauribile della nostra speranza. Speranza che, da un lato, è dono di Dio, grazia da accogliere; dall’altro, ha bisogno di essere da noi continuamente alimentata. La formazione permanente è appunto un modo per rianimare e ridare fiato alla nostra speranza, come suggeriva Timothy Radcliffe in una vecchia Lettera all’Ordine che siamo invitate a rileggere (La perenne sorgente della speranza. Studio e annuncio della buona novella). La formazione ci aiuta infatti ad aprire gli occhi su quell’azione di Dio che è all’opera sempre e dovunque nella storia, a volte là dove meno ce lo aspetteremmo, secondo quella logica del Regno che nel piccolo granello di senapa chiede di vedere già il grande albero futuro.
Incominciamo allora con gioia la nostra formazione, seguendo un programma da adattare alle diverse comunità e da vivere in sintonia con i vari tempi liturgici. Nel cammino ci renderemo “mendicanti di speranza” là dove lo Spirito, che soffia dove vuole, ce la fa trovare. Attingeremo speranza dalle parole della Scrittura, accolte nella preghiera e approfondite attraverso i commenti e la condivisione comunitaria. La troveremo in testi frutto della nostra spiritualità domenicana e del magistero, così come in poesie, fiabe e scritti di autori di varie provenienze. La rintracceremo nella realtà del nostro tempo, che non è solo assetato di speranza ma capace anche di farcene dono, se guardato con occhi che sappiano andare oltre la banalità della superficie. Quante lezioni di speranza anche nei contesti nei quali viviamo! Pensiamo ad anziani che vediamo affrontare serenamente gli ultimi giorni della vita, a gente che non si arrende all’ingiustizia, a giovani che lottano per una vita migliore, a quanti, dimentichi di sé, vivono per altri, a chi è capace di offrire un perdono che riapre futuro…
Affinché anche la nostra vita comunitaria possa diventare motivo di speranza, per noi stesse come per altri, siamo invitate infine a sfruttare il cammino di formazione permanente per ripensare e curare la qualità delle nostre relazioni. Alla speranza è legata la fiducia e proprio relazioni genuinamente vere, profonde, capaci di alimentare una reciproca fiducia possono diventare motivo di speranza, aiutandoci ad abbandonare pericolosi ripiegamenti su di sé e a trasformare limiti e ferite in feritoie attraverso le quali guardare alla vita in una nuova luce.
Se la formazione permanente dello scorso anno ci esortava ad abitare il mondo in modo responsabile vivendo “con leggerezza”, la speranza, alla cui scuola ci metteremo quest’anno, può contribuire non poco ad “alleggerirci” la vita, sgravandoci da eccessive stanchezze ed affanni per restituire a tutte, indipendentemente dall’età, forze sufficienti non soltanto a camminare ma perfino a correre e volare: “Quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” Is 40,31.
A tutte buon cammino!
La commissione della Formazione Permanente
Testi base:
❖ Atti del Capitolo Generale 2024
❖ Francesco, Spes non confundit, Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025
Testi biblici (con qualche suggerimento per i diversi tempi liturgici):
➢ Tempo Ordinario
▪ Lc 17,20-21 (cf. Adrien Candiard, Qualche parola prima dell’Apocalisse, pp. 91-96 fotocopia)
▪ Rm 4,18-22 (cf. Catechesi di papa Francesco 28.12.2016 - fotocopia)
▪ Mt 13,31-33
▪ Mt 28,20 Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo
➢ Tempo di Avvento
▪ Lc 1,26-38 (cf. Tonino Bello, Maria, donna dell’attesa, in Maria donna dei nostri giorni, pp. 17-20 fotocopia)
▪ Lc 1,39-56 (cf. Ermes Ronchi, La danza dei grembi, pp. 39-60 fotocopia)
▪ Lc 1,67-79 (cf. Paolo Curtaz – Fotocopia)
▪ Ger 1,5-12 (cf. Anne Lécu, Creature tutte benedite il Signore, 11-13 fotocopia)
➢ Tempo di Natale
▪ Is 60,1-6 (cf. C. M. Martini, «Il cammino dei popoli verso la luce», in Piccolo manuale della speranza. Vivere con fiducia il nostro tempo, pp. 95-100 fotocopia)
➢
Tempo di Quaresima
▪ Gv 19,25-27 (cf. Ermes Ronchi, «La casa dell’eclissi del sole», in Le case di Maria, pp. 110-127 fotocopia)
▪ Lc 7,36-50 (cf. Ermes Ronchi, Le nude domande del Vangelo, pp. 83-102 fotocopia)
➢
Tempo di Pasqua
▪ Ez 37,1-14 (cf. commento di Massimo Cicchetti – fotocopia)
▪ Gv 21,1-19 (cf. Ermes Ronchi, Le nude domande del Vangelo, pp. 157-177 fotocopia)
Testi domenicani:
➢ Suor Delfina, «Attese in città. Volare sulle ali della speranza», in Di storia in storia. Frammenti di una vita, pp. 10-11.
➢ Timothy Radcliffe, La sorgente della speranza. Studio e annuncio della buona notizia, Lettera a tutti i membri dell’Ordine domenicano, Roma 1995
➢ Timothy Radcliffe, «La vita di preghiera: la poesia della speranza», in Accendere l’immaginazione. Essere vivi in Dio, Emi, Verona 2021, pp. 437-465 (fotocopia)
➢ Intervista ad Adrien Candiard (dal sito del Centro Missionario della diocesi di Treviso) fotocopia
➢ Adrien Candiard, La speranza non è ottimismo. Note di fiducia per cristiani disorientati, Emi, Verona 2021.
➢ Adrien Candiard, Qualche parola prima dell’apocalisse. Leggere il Vangelo in tempo di crisi, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2023.
➢ Voce “Speranza” in Battista Mondin, Dizionario enciclopedico del pensiero di s. Tommaso d’Aquino, ESD, Bologna 1991, pp. 576-579.
Altri testi:
➢ Luciano Manicardi, Leggere il presente con gli occhi di domani, Qiqajon 2024
➢ Michela Marzano, Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri, Mondadori, Milano 2012
➢ Lucia Capuzzi, Neve Shalom (fotocopia)
➢ Le donne per la pace. Oscar a Beltrami, articolo (fotocopia)
https://liabeltrami.it/2021/02/22/il-cammino-di-donne-di-fede-per-la-pace/
➢ Laura Campanello, Che cos’è la speranza? La capacità di rialzarci dopo essere caduti (fotocopia)
➢ Lucia Muscetti, Da fabbricante di mine antiuomo a sminatore. La storia di Vito Alfieri Fontana (fotocopia)
➢ Luigi Ciotti, La speranza non è reato (fotocopia)
Poesia e fiabe:
➢ Ko-Un (poeta sudcoreano), Strada, da L’isola che canta (fotocopia)
➢ Charles Péguy, Speranza, da Il portico del mistero della seconda virtù
https://www.gliscritti.it/preg_lett/antologia/speranza.htm
➢ La storia delle quattro candele (fotocopia)
➢ Il filo di cotone (fotocopia)
➢ La vecchietta che aspettava Dio (fotocopia)
➢ I tre setacci (fotocopia)
➢ Il pellegrino e lo spaccapietre (fotocopia)
➢ Fratelli Grimm, I musicanti di Brema
Dall’Africa:
➢ Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar, Africani, siete voi ormai i missionari di voi stessi, Messaggio del Presidente del Sceam per la celebrazione annuale della Giornata del Secam 2024 (28-29 luglio 2024) Verrà inviata traduzione italiana.
➢ Mons. Jesus Ruiz Molina mccj, Presidente del Consiglio episcopale per l’Evangelizzazione in RCA, Messaggio per i 130 anni di evangelizzazione in Repubblica Centrafricana (verrà inviata traduzione).
➢ Célestin Doyari Dongombé, Panoramica storica dell’evangelizzazione della RCA dalle origini ai nostri giorni (verrà inviata traduzione)
Video:
➢ Laura Campanello, La speranza di cui abbiamo bisogno,
https://www.youtube.com/watch?v=SUid0L1xrLo
➢ Michela Marzano, Esercizi di maturità. Fiducia
https://www.facebook.com/ilcircolodeilettori/videos/699140657557049/
Film:
▪ La strada, Federico Fellini (1954)
▪ Ricomincia da oggi di Betrand Tavernier (1998)
Preghiere utili per incominciare gli incontri:
➢ Donami speranza di Luigi Verdi (fotocopia)
➢ Ti affidiamo di Benito Fusco (fotocopia)
Altre indicazioni : Via Crucis della speranza (chi desidera riceverla via mail, ne faccia richiesta)